Ricerca Libera nelle scuole laziali

Sono passati ormai 17 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio che – oltre a costituire una grave tragedia per la popolazione siciliana – hanno determinato come conseguenza una forte ondata di indignazione da parte di tutti i cittadini italiani. Negli anni a seguire in tutte le scuole d’Italia si è diffuso un movimento molto radicato di conoscenza, approfondimento e coinvolgimento sul tema delle mafie. D’altro canto, gli studenti che oggi frequentano le scuole non erano nemmeno nati nel 1992 ed il rischio è che si perda un pezzo importante di memoria storica recente del nostro paese, la cui consapevolezza è, invece, fondamentale per essere cittadini consapevoli dell’oggi e del domani.
Si ha l’impressione – più in generale – che mentre la magistratura e le forze dell’ordine ogni giorno portano avanti importanti operazioni di contrasto alla criminalità organizzata, la società italiana diventi sempre più impermeabile ai temi della cittadinanza democratica e della lotta alle mafie e ai fenomeni di corruzione e di mancato rispetto delle leggi.

Proprio per questo ci sembra importante partire dalle scuole, per capire le immagini, le rappresentazioni e gli stereotipi con cui gli studenti e i loro insegnanti interagiscono con questi temi.

A questo scopo, saranno sicuramente utili le esperienze analoghe di analisi della percezione del fenomeno mafioso già portate avanti in altri contesti (solo per citarne una, la ricerca che ogni anno il centro studi Pio La Torre effettua nelle scuole siciliane).

I dati emersi dall’indagine saranno fondamentali per mettere a punto proposte didattiche ed interventi formativi da proporre alle scuole laziali.

Indagine sulla percezione del fenomeno mafioso nelle scuole
realizzata in collaborazione con il consiglio regionale del Lazio

PER GLI INSEGNANTI

PER GLI ALUNNI

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